Per capire l'animo umano bisogna aver vissuto. Non esiste nessuna scuola in grado di darti quello che ti da la vita, e se credi in ciò il mondo ti apparirà per quello che è, niente di più.
Le notizie che maggiormente hanno colpito l'opinione pubblica in questa ultima settimana, la 40esima del calendario sono due: la liberazione dei due su tre unici indagati dell'omocidio della studentessa inglese Meredith Kercher, e la morte di Steve Jobs. Parlerò della prima.
So che chi leggerà questo post molto probabilmente avrà già smesso, dopo aver capito di che si tratta. Ma: la mia è un'opinione personalissima.
Assolti in Appello. Ma nel Primo Grado condannati, la donna a 26 anni l'uomo a 25 anni. Entrambi studenti all'università di Perugia, la donna addirittura compagna di stanza della povera Meredith.
Sulla cosiddetta scena del crimine vengono trovate esclusivamente le loro impronte più quelle del loro eventuale complice lo sfortunato (rispetto a loro due) ragazzo di origini ivoriane (Costa d'Avorio). Il quale si sta chiedendo perchè gli altri due se ne sono ritornati a casa mentre lui che ha partecipato al rito abbreviato quindi ad un'altro processo sia stato condannato a 16 anni.
Lei è americana, viene da Seattle. Perché da Seattle a Perugia? Sapete che la migliore università italiana , sul totale mondiale è quella di Bologna e sta in classifica al 226esimo posto. Perchè da Seattle a Perugia? Ce lo racconta lei (stando ai giornalisti le hanno letteralmente fatto i raggi x), per avere la possibilità di trasgredire, senza essere vista da conoscenti vari, per divertirsi come una gran parte dei giovani piace fare:con sesso, droga e alcol. Fare cadere nella rete papà e mamma, per poter vivere alla grande, in nome di studi che ovviamente si allungheranno nel tempo, è un discreto, ma sempre squallido stratagemma. Da volpe, come fin da piccola amava definirsi.
Lui è italiano. Una comparsa ma con il maledetto ruolo da protagonista insieme agli altri due. La sua immagine mi suggerisce un pessimo attore che recita per raccomandazione in un orrendo film, orrendo nel senso di horror. In tribunale non riesce a calzare la lurida maschera che gli dicono di indossare, il beffardo sorriso per quattro anni continua a fare capolino. Deprimente la scena del braccialetto.
L'ivoriano. Non studia, non si sa cosa faccia. Di sicuro viene scelto dal regista e attore, anzi attrice, nel ruolo, pure questo squallido dello stallone. Si vuole a tutti i costi fare qualcosa di già visto, pornograficamente già visto. La sua disgrazia è quella di conoscere, frequentare e essere lì quella sera. Insomma nel posto sbagliato al momento sbagliato. Non capita tutti i giorni di essere invitato ad una festa, con la promessa del festino, da una "americana" e dal suo fidanzatino bianchetto......chissà che hanno in mente......
Ma c'è una persona che di squallore non ne vuole sapere.
Viene tolta dal set.
Squallore, squallore e squallore, ragazzi miei non è questo il divertimento, questa è solo povertà e miseria d'animo. Alimentata dalla trasgressione, che è solo ed esclusivamente fine a se stessa, mentre i protagonisti si trasformano in marionette, incapaci di fermarsi.
Ma non è tutto.
L'americana dopo il fermo della magistratura, inizia ad accusare un signore, sempre di colore e di origini africane, che gestisce un bar a Perugia. Lo accusa di averlo visto uscire o essere nei pressi dell'abitazione la sera del brutto delitto. E questo signore incapace di avere l'alibi in quanto nel bar da lui gestito e frequentato da universitari intenti nel degustare alcolici non si ricordano di lui al banco. Per sua fortuna un docente capitato li quella sera maledetta scambia due parole col signore in questione e dopo averlo riferito agli inquirenti riesce a toglierlo dalla galera dopo 20 giorni.
Proprio come fanno gli americani: il negro è sempre colpevole, infatti poco dopo entra in scena l'ivoriano.
Dedico questo post alla memoria di Meredith Kercher, che ha trovato la morte per futili motivi nel paese nel quale io vivo e nel quale la magistratura ha seri problemi a svolgere bene il proprio lavoro.